DON CHISCIOTTE:

un film materico tra poesia e western

Le mie sensazioni

Ieri sera al Cinema Teatro Di Pace di Caserta ho finalmente guardato Don Chisciotte da spettatore, dopo aver passato mesi a curarne ogni dettaglio tecnico. L’emozione è stata forte, ma la cosa che mi ha colpito di più è stata una sensazione fisica: sono uscito dalla sala con la polvere addosso.

Insieme al regista Fabio Segatori e alla produttrice Paola Columba (Baby Films), abbiamo parlato di cinema proprio lì, davanti allo schermo, con una sala piena di studenti. È stato un confronto vero su cosa significhi oggi costruire un’atmosfera visiva che sia, prima di tutto, credibile.

L'arte di sparire

Durante l'incontro ho parlato del breakdown delle oltre 200 inquadrature che ho curato. In questo mestiere la sfida costante è paradossale: lavorare su ogni inquadratura affinché il risultato finale sembri non essere mai stato alterato. Sentire lo stupore dei ragazzi nello scoprire i "trucchi" dietro i mulini o la polvere digitale è la conferma che l'integrazione ha funzionato. Se l'effetto non si vede, il lavoro è riuscito.


Original footage

VFX Compositing

Tra Poesia e Western

Guardando il film da spettatore, mi ha colpito la forza dell'atmosfera, sospesa tra poesia e western. Alessio Boni ha un'intensità che ricorda i personaggi iconici di Sergio Leone, e il Sancho Panza di Fiorenzo Mattu è esattamente il compagno di viaggio che tutti abbiamo immaginato leggendo il libro.

Essere stato il supervisore degli effetti visivi di questo film rende profondamente orgoglioso.

Mi ricorda che la tecnologia, quando è usata con cura, serve solo a rendere più tangibile la verità di una storia.

Don Chisciotte serata VFX al Cinema di Pace CASERTA


Grazie a Baby Films e a tutta Caserta per questa serata. Il viaggio continua.

Ricostruzione Messina 1571