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THE ECHO

Italia, 19853’00”Bianco e neroSenza dialoghi

Sinossi

Italia, 1985. Nella notte di Ognissanti, un uomo attraversa un borgo deserto. Sui sanpietrini bagnati, al ritmo dei suoi passi se ne aggiunge un altro, poco distante. Ogni volta che accelera, anche lo sconosciuto sembra accelerare. La paura trasforma una semplice passeggiata in una fuga tra vicoli e portoni chiusi. Ma quando i due uomini si ritrovano faccia a faccia, ciò che credevano di sapere sull'inseguimento cambia completamente.

Un thriller psicologico in bianco e nero, senza dialoghi, in cui il suono diventa la misura della paura. Un omaggio alla suspense di Alfred Hitchcock, costruita attraverso l'attesa, i dettagli e ciò che resta fuori campo.

Dentro THE ECHO

Costruire la continuità, dare forma alla paura

In THE ECHO, la tensione nasce da dettagli che lo spettatore impara a riconoscere: una tesa nella nebbia, il profilo di un cappotto, un mazzo di chiavi sulla pietra bagnata.

Tenere insieme questi elementi ha richiesto una direzione visiva precisa, dalla costruzione dei personaggi alla luce degli ambienti, fino al montaggio e alla lavorazione finale in bianco e nero. Ogni immagine doveva appartenere allo stesso luogo, alla stessa notte, alla stessa storia.

01 · Personaggi

Due presenze, due percezioni della paura

Foglio di continuità dell'uomo col cappello: frontale, profilo e spalle
L'uomo col cappello. Cappotto, guanti, sciarpa e cappello definiscono una figura composta, apparentemente sicura. La tesa ne rende riconoscibile il profilo anche in controluce e nella nebbia. Quando il passo si spezza e comincia la fuga, quella stessa compostezza lascia affiorare la vulnerabilità.
Foglio di continuità del custode: frontale, profilo e spalle, con il mazzo di chiavi
Il custode. Una postura più raccolta, gli abiti da lavoro, lo sguardo in allerta. Il mazzo di chiavi lega la sua presenza a un dettaglio introdotto all'inizio del film.
02 · Sequenza

Otto immagini della stessa notte

Vicolo deserto nella nebbia, titolo THE ECHO in dissolvenza
Il vuoto apre il racconto. Pietra, nebbia e silenzio preparano l'ingresso di una figura e del suo passo.
Mazzo di chiavi in primissimo piano sui ciottoli bagnati, figura lontana nella nebbia
Le chiavi sulla pietra bagnata, in primissimo piano. Sul fondo, una presenza ancora distante.
Primo piano dell'uomo col cappello sotto la tesa
Il volto sotto la tesa. La luce rivela quanto basta per cogliere il primo dubbio.
L'uomo col cappello corre verso la camera nella nebbia
La camminata diventa corsa. Il ritmo cambia, mentre volto, abiti e silhouette mantengono la continuità del personaggio.
Arco in pietra con cabina telefonica SIP illuminata
La cabina telefonica con il logo SIP, incorniciata dall'arco in pietra, colloca la scena nel suo tempo. Un dettaglio quotidiano che rende credibile il borgo del 1985.
Macro sugli occhi dell'uomo col cappello
Gli occhi scandiscono la tensione. Il ritorno al dettaglio avvicina lo spettatore alla percezione del protagonista.
Mano che regge un anello con chiavi antiche sotto la pioggia
Le chiavi tornano, questa volta in una mano, sotto la pioggia.
Due figure nel vicolo illuminato dalle lanterne
Il vicolo torna a contenere due figure. È il rapporto fra loro a essere cambiato: la paura ha spostato ancora una volta il punto di vista.
03 · Ambiente

Dal colore al bianco e nero

I riferimenti d'ambiente nascono a colori: il calore delle lanterne, la nebbia fredda, i riflessi sulla pietra bagnata. Servono a definire la luce e la profondità dello spazio prima della lavorazione finale.

Il bianco e nero traduce queste scelte in contrasti e chiaroscuri, valorizzando la pietra, la nebbia e i riflessi. La grana completa il trattamento dell'immagine. Il borgo diventa parte della suspense: offre ripari, nasconde presenze e limita ciò che possiamo vedere.

Riferimento a colori: vicolo in pietra con lanterna accesa nella nebbia
Studio del vicolo: luce, profondità e riflessi sulla pietra.
Riferimento a colori: vicolo verso un arco, finestra illuminata con candela rossa
Studio dell'arco e della finestra illuminata: piccoli punti di luce orientano lo sguardo nell'oscurità.
Crediti
  • Regia, montaggio e supervisione visiva Emiliano Leone
  • Durata 3’00” · bianco e nero, senza dialoghi
  • Ambientazione Italia, 1985

Realizzato per la 2026 AI Horror Film Competition, con Curious Refuge ed Epidemic Sound.

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Ricostruzioni d’epoca, flashback, reenactment per documentari e previsualizzazione. Oltre vent’anni di supervisione degli effetti visivi guidano ogni fase del lavoro: mantenere la coerenza tra le inquadrature, risolvere le criticità e consegnare immagini all’altezza delle esigenze della produzione.

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